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Cashback di Stato: ora anche per il pagamento di IMU, tasse e bollo auto

Il sistema di cashback consiste nel rimborso di una percentuale del denaro speso per acquistare beni e servizi.

In Italia è stato introdotto ufficialmente, e istituzionalmente, da poco tempo, ed è conosciuto dai consumatori da quando è stato lanciato, lo scorso 9 Dicembre, il nuovo Dpcm che contiene altre misure a sostegno dell’economia.

Nell’ottica di chi ha ideato questo meccanismo, con questa misura l’Italia sostiene ulteriormente la cancellazione del denaro contante in favore dell’utilizzo di carte di credito e debito, bancomat e altri metodi di pagamento elettronici, e permette ai consumatori di ottenere uno sconto pari al 10% che sarà rimborsato direttamente sul conto corrente bancario.

Le regole dei diversi piani di cashback le abbiamo spiegate in quest’articolo pubblicato di recente, ma ora ecco che arriva una novità: il cashback è stato attivato anche per il pagamento dell’IMU, del bollo auto e delle tasse.

Scopriamo insieme, nei prossimi capitoli, di cosa si tratta e come funziona questa nuova modalità di versamento di contributi, tasse e imposte con un rimborso del 10%.

Piano Italia Cashless

Questo ulteriore bonus fa parte del Piano Italia Cashless previsto nella Legge di Bilancio 2020. Attraverso un’articolata rete di misure economiche il governo ha avviato un processo di digitalizzazione delle transazioni economiche con l’intento di abbattere al massimo ogni tentativo di evasione fiscale da parte dei contribuenti.

IMU, bollo auto e tasse: Pay Tipper per ottenere il cashback

Diversamente dai bonus cashback già attivi, e dedicati agli acquisti realizzati nei negozi fisici per spese pagate con sistemi digitali quali carte di credito e debito e altri sistemi elettronici di pagamento di ultima generazione, il cashback per il pagamento di contributi, bollo auto e tasse si può ottenere a patto di utilizzare un servizio particolare, offerto da una società del gruppo Enel X, che è il settore strategico dedicato ai pagamenti digitali della grande impresa italiana, e che si chiama Pay Tipper.

Questo servizio funziona attraverso la rete di esercenti che hanno aderito alla convenzione PuntoPuoi.

Per iscriversi al servizio è necessario registrarsi online inserendo i dati richiesti accedendo al seguente modulo di iscrizione online: iscriviti al servizio PayTipper. Dopo aver effettuato la registrazione, si riceveranno le istruzioni necessarie all’uso del servizio.

Cashback del 10% ma entro i 150 euro di spesa

In questo caso specifico, si ottiene il 10% di rimborso su una spesa massima pari a 150 euro. Significa che, al di sopra della soglia dei 150 euro, si otterranno indietro sempre 15 euro.

Per fare un esempio pratico: se si devono versare 500 euro di IMU il rimborso attraverso questo nuovo sarà sempre di 15 euro, che rappresenta il 10% di 150 euro.

Ecco come si ottiene il rimborso del 10% sul versamento di IMU e tasse

Come per gli altri tipi di bonus cashback già attivi, per chi volesse aderire a questa misura, è necessario innanzitutto registrare i dati dei propri metodi di pagamento elettronici sulla AppIO della Pubblica Amministrazione.

Il secondo passo da effettuare è quello di recarsi presso una delle agenzie PuntoPuoi dislocate sul territorio nazionale, che sono circa 2.000 al momento attuale, per effettuare il pagamento – tramite bollettino postale, RAV, Mav e avvisi di PagoPa – dei contributi da versare.

ATTENZIONE: per trovare l’indirizzo del PuntoPuoi più vicino è sufficiente collegarsi a questa sezione della piattaforma pubblica: trova il PuntoPuoi più vicino.

Cashback: no ai pagamenti online

Per ottenere il 10% di caschback è necessario recarsi direttamente presso uno dei punti vendita PuntoPuoi e pagare con bancomat o carta di credito o debito o altro strumento di pagamento digitale tra quelli ammessi.

Non sono ammessi i pagamenti online o in denaro contante, ma esclusivamente quelli effettuati presso una delle agenzie che aderiscono al circuito PuntoPuoi.

Termini temporali del cashback per IMU, tasse e bollo auto

Questa misura, avviata di recente, sarà attiva fino alla fine di Giugno 2022.

Entro quest’arco di tempo sarà possibile ricevere il cashback, pari a 15 euro, fino a un massimo di tre volte. I rimborsi saranno erogati ogni sei mesi.

Conclusioni

Questo tipo di misure adottate dal Governo italiano servono per poter tracciare i pagamenti elettronici e per sostenere l’abbattimento della circolazione del denaro contante. Non tutti sono concordi con metodi simili, e il dibattito è aperto sia a livello politico sia a livello civile.

Alcuni sostengono che non sia una pratica democratica, quella di cancellare il denaro contante, come ha stabilito di recente la Svezia che eppure, in Europa, è stata tra le prime nazioni a sperimentare questo tipo di prassi.

Alla fine, si è compreso che non è cancellando il denaro contante che si stabilisce una regola contro la corruzione o contro l’evasione fiscale, e che non si può negare ai cittadini o ai turisti di utilizzare banconote e monete. L’Italia, in netta controtendenza, sta ora adottando queste misure.

Tu cosa ne pensi? Ritieni che la digitalizzazione delle transazioni economiche sia un punto a favore della lotta all’evasione fiscale e alla corruzione? O al contrario pensi che siano altre le soluzioni da mettere in pratica? Hai provato ad aderire a qualche misura di cashback di Stato e vuoi raccontarci la tua esperienza personale?

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Emilia Urso Anfuso

Giornalista, scrittrice e conduttrice radiofonica.
Scrive per Libero - edizione in edicola - di politica, economia e attualità.
Collabora con altre testate di informazione nei settori della macro economia e del fisco.
Scrive per consumatori.blog, assistenza-clienti.it e lavoratori.blog.
Fondatrice e direttore responsabile, dal 2006, della testata giornalistica di informazione online: www.gliscomunicati.it
Sociologa.
Esperta di comunicazione.
Scrittrice: i suoi libri sono in vendita su Amazon.

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