In tempi come quelli che stiamo attraversando, con la crisi economica che ormai da oltre 10 anni abbatte la capacità di spesa dei cittadini e rende il mercato del lavoro un settore sempre più difficile, la Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria – il cui acronimo è CIGS – permette ai lavoratori cassaintegrati, che accettino di essere ricollocati al lavoro, un’agevolazione molto interessante.

È una misura importante, contenuta nella Legge di Bilancio 2018 – Legge 205/2017 – e resa recentemente operativa dall’INPS – che è l’ente che eroga la CIGS – attraverso la diffusione della Circolare 109/2019.

Vediamo insieme di comprendere meglio cosa sia il Bonus rioccupazione, o bonus cassaintegrati 2019, e quali sono i requisiti indispensabili per poter accedere a questo tipo di misura in favore dei lavoratori.

Bonus cassaintegrati 2019: di cosa si tratta

L’assegno di ricollocazione – o bonus cassaintegrati – fa parte delle politiche attive del lavoro. In questo caso si tratta di una somma di denaro erogata in misura diversa e in funzione del profilo lavorativo e contrattuale di chi ne ha diritto e finalizzata al reinserimento lavorativo.

Gli importi vanno dai 250 ai 5.000 euro, e la coordinazione è affidata all’ANPAL, l’Agenzia Nazionale Politiche Attive Lavoro.

Al primo avvio di questa misura di ricollocamento al lavoro, la platea destinataria era stata individuata nei percettori della NASPI, la misura economica dedicata ai disoccupati da almeno tre mesi. Dal 2018, è stato deciso di applicare la stessa misura anche ai destinatari del REI – Reddito di Inclusione – e dal 2019 anche agli assegnatari del Reddito di Cittadinanza.

Come funziona

I lavoratori in cassaintegrazione che accettino una nuova collocazione lavorativa, hanno diritto a questo beneficio che corrisponde a un contributo mensile pari al 50% del trattamento di integrazione salariale, lo stesso che avrebbero percepito nel caso in cui non avessero trovato un nuovo posto di lavoro.

Se costoro accettano la ricollocazione lavorativa, hanno diritto a percepire ugualmente l’integrazione, senza perdere quindi il sostegno economico a cui avevano diritto.

Requisiti necessari

Per poter ottenere il contributo previsto dalla Legge di Bilancio varata nel 2018 e dedicata ai cassaintegrati, è necessario essere in possesso di alcuni requisiti, ecco quali:

  • Il lavoratore deve essere assunto da un datore di lavoro che non presenti asseti proprietari coincidenti con l’impresa presso la quale il lavoratore era impiegato. Deve cioè non avere nulla a che fare con l’azienda in cui lavorava il cassaintegrato.
  • Il tipo di contratto di lavoro deve essere di tipo subordinato, anche se in regime di part-time, a tempo determinato o indeterminato

Come viene erogato il bonus

Il lavoratore non deve presentare alcuna domanda, in quanto il bonus sarà direttamente corrisposto sul conto corrente, postale o bancario, o su carta prepagata o libretto postale. Gli estremi bancari dovranno invece essere comunicati, dal lavoratore, all’ANPAL.

ATTENZIONE: nel caso in cui gli estremi bancari non fossero stati trasmessi all’INPS – l’ente erogatore – il lavoratore potrà trasmetterli utilizzando il modello SR185, che può essere scaricato sul proprio PC cliccando sul link oppure dalla piattaforma online INPS.

Agevolazioni anche per chi assume

Sono previste agevolazioni anche per il datore di lavoro, sotto-forma di contributo pari al 50% degli oneri contributivi a suo carico e nel limite massimo di 4.030 euro.