Con l’emanazione della circolare INPS del 22 Maggio 2017, è stato confermato – anche per il 2018 – il cosiddetto “Bonus nido”, dedicato ai genitori di figli minori.

Anche questo bonus, fa parte della lunga serie di agevolazioni fiscali e sostegni economici voluti dai governi italiani degli ultimi anni. Spesso però, si fa fatica a capire chi ha diritto ad ottenere questi bonus, quali siano i criteri di assegnazione, quali documenti è necessario produrre…insomma: mancano le informazioni esaustive.

Ecco perché, negli ultimi tempi, abbiamo deciso di concentrarci sulla realizzazione di articoli di approfondimento che trattano queste tematiche, volendo in tal modo aiutare i lettori a capire meglio come poter usufruire delle agevolazioni di Stato che esistono attualmente in Italia.

Di seguito, la guida completa per tutti coloro che sono interessati a saperne di più sul Bonus nido 2018.

A chi è rivolto il bonus nido 2018

Questo bonus, che viene erogato dall’INPS, è rivolto ai genitori – anche adottivi – che sostengono le spese per i nidi dei propri figli, sia nidi pubblici che privati autorizzati. I bambini oggetto di questo bonus, sono quelli nati – o ottenuti in adozione – a partire dal 1° Gennaio 2016.

Oltre ciò, si è pensato di sostenere economicamente anche quei genitori che devono sostenere spese per tenere in casa bambini affetti da gravi e croniche patologie. In tal caso si determina un supporto per chi sostiene le spese di mantenimento del bimbo presso l’abitazione.

Il bonus viene erogato da 0 a tre anni del bambino, per un importo fino a un massimo di 1.000 euro l’anno per tre anni. L’importo viene stabilito in base al numero di ore effettivamente trascorse presso gli asili nido o, con diverse modalità, in caso di bimbi affetti da gravi patologie croniche che restano in casa.

A quanto ammonta il Bonus nido 2018

Secondo quanto stabilito dal DL del 17 Febbraio 2017, che riporta le norme relative alle “agevolazioni per la frequenza di asili nido pubblici e privati”, i genitori che rientrano nel diritto a ottenere questo bonus, riceveranno fino a un massimo di 1.000 euro annui, erogati in quote mensili di importo massimo pari a 90,91 euro e per 11 mesi.

Ciò significa che, se la quota mensile pagata per la retta dell’asilo ammonta a meno di 90,91 euro, sarà erogato l’importo pagato realmente.

ATTENZIONE: il Bonus nido è incompatibile con le detrazioni fiscali ottenute grazie all’art. 2, comma 6, della Legge 203 del 22 dicembre 2008 – che prevede dette detrazioni per la frequenza agli asili nido).

E’ invece compatibile con l’art. 1 della Legge 232 del 2016, anche se le mensilità corrisposte, non possono essere coincidenti: devono cioè essere versate al contribuente in date differenti.

Quali documenti sono necessari

Se si ha diritto a presentare la domanda, è necessario che si producano le documentazioni attestanti il pagamento delle singole rette.

Nel caso in cui il bonus è richiesto da genitore di bimbo affetto da grave e cronica patologia, che non gli consente di frequentare un asilo nido – pubblico o privato – è necessario far certificare lo stato di malattia dal pediatra.

ATTENZIONE: in caso di più figli della fascia di età da 0 a 3 anni, si può fare domanda per ogni figlio, ricordando però che è necessario fare una domanda separata: due figli, due domande. E così via.

Come si presenta la domanda

Eccoci alla fase clou: come presentare la domanda. Il metodo scelto è esclusivamente quello telematico, ma il contribuente può decidere se fare da sé, accedendo col proprio PIN al portale web dell’INPS, oppure affidando la pratica a un CAF – Centro di Assistenza Fiscale – che inoltrerà la domanda secondo quanto stabilito.

Altrimenti, si può contattare il contact center integrato, che risponde al numero verde: 803.164

Questa numerazione è gratuita per chi telefona da rete fissa. Per chi chiama da telefono cellulare invece, la telefonata è a pagamento e il costo dipende dal proprio gestore telefonico.

Infine, è possibile rivolgersi a un Ente di patronato.