Nuova tessera sanitaria senza microchip: ecco cosa sta succedendo e come continuare ad usarla

Forse ti è capitato già di leggere notizie che informano sul fatto che ultimamente c’è grande carenza di semiconduttori, con la conseguenza che i produttori di microchip devono correre a riprogrammare la produzione utilizzando nuove soluzioni. I tempi, però, non sono così veloci per ripensare come produrre elementi miniaturizzati di così diffuso utilizzo.

Da cosa dipende questa carenza? Fondamentalmente e genericamente parlando, dagli stati di crisi che possono essere rappresentati per esempio dai conflitti in corso – come la guerra tra Ucraina e Russia – e dalle conseguenze derivanti dal blocco dei processi di import/export di materie prime fondamentali.

Se alcune nazioni entrano in guerra e se vengono decisi blocchi o limiti alle esportazioni e importazioni da e verso tali paesi ed essi sono fornitori di materie prime, ecco che scatta il problema a livello globale.

Impatto della crisi dei semiconduttori sulle tessere sanitarie

Chiariamo un punto per comprendere meglio la questione: quando si parla di microchip si intende un sistema di dimensioni molto ridotte, realizzato con materiale semiconduttore su cui viene stampato un circuito elettronico.

Ecco perché, a volte, potresti leggere o sentire informazioni sulla crisi dei semiconduttori e non sui microchip, anche se il discorso non cambia: se mancano i materiali semiconduttori non è possibile produrre i microchip.

A loro volta, i microchip sono microscopici processori elettronici in grado di avviare una serie di attività in maniera autonoma seguendo istruzioni preordinate.

Il materiale semiconduttore utilizzato per la produzione di microchip è il palladio, di cui la Russia è uno dei primi fornitori a livello mondiale. Tra le conseguenze del conflitto vi è quindi anche la mancata distribuzione di questo preziosissimo elemento, al punto che il Ministero dell’Economia e delle Finanze italiano ha preso la decisione di fare a meno dei microchip per ora solo per ciò che riguarda le tessere sanitarie.

In futuro, però, si potrebbe verificare una decisione simile anche per le carte di pagamento e pure per la CIE, la nuova Carta di Identità Elettronica.

Non è una situazione di poco conto, quella che non permette la produzione dei microchip, che sono più che mai necessari per mandare avanti molti dei processi che fanno ormai parte della vita quotidiana di tutti noi.

Basti pensare alla tessera sanitaria elettronica, uno strumento ormai fondamentale per accedere ai servizi sanitari erogati dal Servizio Sanitario Nazionale e quelli forniti online dalla Pubblica Amministrazione, ma è fondamentale possederla anche per acquistare farmaci.

L’allarme non è un’analisi di previsione, perché stiamo già subendo questo tipo di problema. Le tessere sanitarie che in questo periodo sono emesse in sostituzione di quelle in scadenza si presentano già prive del microchip che inserito all’interno della piccola tessera, serve a contenere sia i dati del titolare sia i certificati crittografici che servono per permettere l’autenticazione per accedere ai servizi previsti attraverso l’uso di server protetti.

Un vero, grande problema, che si aggiunge ai molti altri che osserviamo in questo periodo storico. Cosa sta quindi accadendo alle nostre tessere sanitarie, e come potremo comunque accedere ai servizi del SSN e della PA?

Scoprilo continuando la lettura dei prossimi paragrafi.

Tessere sanitarie senza microchip: ecco a cosa possono ancora servire

In Italia la tessera sanitaria è un documento che racchiude in sè molti dati del cittadino, tra cui il codice fiscale. E’ composta di due lati, su uno dei quali sono impressi i dati del titolare e sull’altro appare una banda magnetica.

Chi ha la tessera in scadenza, o ha già ricevuto quella senza microchip, può utilizzarla ma solo come codice fiscale o, in caso di trasferte sul territorio europeo, come tessera europea per l’assistenza sanitaria se si presenta la necessità di rivolgersi al sistema sanitario del paese europeo in cui ci si trova.

Inoltre, se ci si reca in farmacia in farmacia si può stare tranquilli: non serve il microchip perché la parte che interessa, semmai, è la banda magnetica posta sul retro della tessera.

Senza microchip non è possibile accedere a questi servizi

Il problema si pone se si deve accedere a determinati servizi che presuppongono di essere in possesso della tessera sanitaria con microchip, come per esempio:

  • accesso ai servizi del SSN;
  • accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione;
  • nelle regioni Veneto, Emilia Romagna e Lombardia è necessario possedere la tessera sanitaria con microchip per effettuare visite specialistiche;
  • in alcuni Comuni il sistema di smaltimento dei rifiuti funziona tramite la tessera sanitaria elettronica fornita di microchip e per gettare la spazzatura è necessario inserire la tessera col chip negli speciali secchioni urbani.

Va detta una cosa: per ciò che riguarda l’accesso ai servizi online della Pubblica Amministrazione e anche del Servizio Sanitario Nazionale esistono due alternative:

  • la CIE, la Carta di Identità Elettronica;
  • lo SPID, il Sistema Pubblico di Identità Personale.

Non tutti i cittadini, però, sono forniti di queste chiavi di accesso: nel caso della CIE essa viene fornita quando scade la vecchia versione della carta d’identità, nel caso dello SPID molti anziani non ne sono forniti e comunque stentano a utilizzarlo a causa del fatto che non sono alfabetizzati a livello informatico.

Una buona notizia: puoi estendere la validità della tua vecchia tessera sanitaria

Esiste anche una buona notizia: se sei in possesso della vecchia tessera sanitaria, quella fornita di microchip, puoi utilizzarla fino alla fine del mese di Dicembre 2023, a patto che tu ne chieda l’estensione dell’operatività.

Per procedere con la richiesta di estensione, devi però essere in possesso di:

  • PIN e PUK della tessera sanitaria;
  • computer con sistema operativo Windows;
  • lettore di smart card.

Fornito di questi elementi, potrai accedere al Portale del Sistema Tessera Sanitaria per scaricare lo speciale software che ti permetterà di estendere la validità della tua preziosa card fino al 31 dicembre del 2023.

Il lettore di smart card si trova in vendita anche a partire da pochi euro per i modelli base presso i rivenditori di elettronica di consumo ma ne troverai di diversi modelli anche su Amazon.

Se trovi difficoltà nell’avviare il procedimento, che può presentarsi un po’ farraginoso, chiedi aiuto a un CAF, a un patronato o a qualche persona che conosci bene e che sa usare il computer.

BUONO A SAPERSI: l’estensione della validità può essere richiesta fino alla fine di Febbraio 2023.

Conclusioni

La crisi dei semiconduttori obbliga i contribuenti italiani a utilizzare due tessere sanitarie: quella vecchia con microchip per accedere ai servizi online, quella nuova per i servizi sanitari.

Ovviamente la questione non è di facile soluzione, perché è anche necessario riflettere sul fatto che in alcune Regioni e in diversi Comuni italiani è stato avviato un processo di digitalizzazione e di conseguenza sarà necessario provvedere a livello locale per scongiurare il pericolo di disservizi o addirittura blocchi che possono causare problemi anche gravi.

Se hai riscontrato problemi con la tessera sanitaria senza microchip e vuoi raccontarci la tua esperienza, o semplicemente farci sapere cosa pensi su quanto sta accadendo in merito alla crisi dei semiconduttori, scrivici compilando il modulo Storie di consumatori.

Darai modo a noi e ai nostri lettori di conoscere altre informazioni utili ma anche di aprire un dibattito aperto e arricchente, che in questo periodo storico può solo sostenere l’informazione utile per tutta la collettività.

Emilia Urso Anfuso

Giornalista, scrittrice e conduttrice televisiva e radiofonica.
Conduce le trasmissioni video "MediaticaMente" e "Racconti investigativi" con il Luogotenente dei Crimini Violenti del ROS, Rino Sciuto. Le registrazioni delle puntate si trovano su YouTube.
Scrive per Libero - edizione in edicola - di politica, economia e attualità; per il settimanale Visto e per altri giornali.
Scrive per per i siti di informazione del Network Puntoblog Media: consumatori.blog, assistenza-clienti.it e lavoratori.blog
Fondatrice e direttore responsabile, dal 2006, della testata giornalistica di informazione online: www.gliscomunicati.it
Sociologa
Esperta di comunicazione
I suoi libri sono in vendita su Amazon
Docente per la P&D Communication, tiene corsi di giornalismo, public speaking, web journalism e conduzione radiofonica

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