Ne avevamo parlato a Febbraio, attraverso questa mia intervista ai responsabili di VTKE, promotori della campagna nazionale Modem Libero.

Ora, ecco arrivare la bella notizia: l’AGCOM ha deliberato in favore del libero utilizzo, da parte della clientela degli operatori telefonici, di device come modem e decoder.

Net neutrality: cosa significa?

Siamo ormai abituati, purtroppo, al fatto che nel momento in cui decidiamo di stipulare un contratto di abbonamento con un qualsiasi operatore nazionale di telefonia, ci venga imposto o di acquistare o di ottenere in comodato d’uso i loro device, per l’utilizzo dei vari servizi internet o di altro genere, come ad esempio i contenuti video in streaming.

Eppure, questa regola imposta dai gestori telefonici, è assolutamente contraria al criterio di Net Neutrality, ossia la neutralità della rete. Cosa significa? Significa, semplificando al massimo, che gli utenti della rete hanno diritto ad utilizzare il web senza dover subire restrizioni e controlli da parte di chi gestisce in qualche modo la Rete, ad esempio attraverso i server, che sono necessari all’invio e ricezione dei dati attraverso i quali riusciamo a utilizzare il web.

Questo diritto in Italia è stato sancito già nel 2015 anche attraverso la Dichiarazione dei diritti in Internet, redatta all’epoca dal giurista – recentemente scomparso – Stefano Rodotà.

Per comprendere meglio il contenuto della dichiarazione, è importante leggerne l’articolo 4:

“Ogni persona ha il diritto che i dati trasmessi e ricevuti in Internet non subiscano discriminazioni, restrizioni o interferenze in relazione al mittente, ricevente, tipo o contenuto dei dati, dispositivo utilizzato, applicazioni o, in generale, legittime scelte delle persone. Il diritto a un accesso neutrale a Internet nella sua interezza è condizione necessaria per l’effettività dei diritti fondamentali della persona”.

E’ come una sorta di Costituzione dei diritti degli internauti, che determina quali siano le giuste regole da osservare per non perdere il diritto alla libertà di esistere in un mondo virtuale come quello del web.

Il discorso è chiaro: qualora altri si approprino del diritto di gestire la nostra connessione al web, attraverso l’imposizione a utilizzare dispositivi atti alla trasmissione e ricezione dei dati che non possono essere configurati individualmente, ecco che si perde il diritto alla libertà, alla sicurezza e all’autodeterminazione della nostra presenza sul web.

Molto più semplicemente: se mi si impone di utilizzare device che non sono io ad acquistare e configurare, io perdo il controllo di ciò che accade ai dati che invio e ricevo, innanzitutto.

La delibera dell’AGCOM

Dopo una vera e propria battaglia per ottenere la libertà di utilizzo dei dispositivi atti a collegarsi al web, ecco che l’AGCOM – Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni – ha deliberato in favore di questa libertà per gli utenti del web.

Con la delibera 348/18/CONS l’AGCOM ha quindi confermato come gli operatori telefonici non possano più imporre, ai loro clienti che chiedano di poter acquistare i servizi di accesso al web, l’utilizzo di modem forniti dall’operatore stesso.

Interessante questo passo della delibera:

“Qualora gli operatori offrano il terminale in abbinamento con servizi di connettività ne devono specificare chiaramente le condizioni di fornitura nonché garantire che il consumatore possa scegliere un proprio terminale fornendo tutte le specifiche necessarie al suo funzionamento. In particolare, nel caso vi sia una cessione a titolo oneroso, gli operatori dovranno indicare trasparentemente eventuali costi di installazione, il numero e il valore delle rate di noleggio e le condizioni di riscatto della proprietà del terminale. Qualora invece il terminale sia fornito a titolo gratuito, il consumatore dovrà poter conoscere le condizioni economiche e tecniche aggiuntive collegate a tale fornitura e ogni altra informazione utile a distinguere le condizioni contrattuali relative al servizio di accesso ad Internet rispetto all’uso del terminale e i servizi correlati. Inoltre nel caso di recesso, la mancata restituzione di un’apparecchiatura terminale non utilizzata dall’utente, ancorché ceduta a titolo non oneroso, non dovrà generare oneri aggiuntivi per l’utente“.

Quindi: gli operatori non possono più imporre di forza la vendita o l’uso dei terminali, devono altresì stare attenti ad essere molto chiari sui costi e i termini del loro utilizzo e, cosa molto importante, nel caso in cui il cliente decida di recedere dal contratto di abbonamento ai servizi internet, non dovrà pagare alcuna penale e nemmeno vedersi chiedere il pagamento di eventuali rate residue.

D’altronde, se si recede da un contratto di abbonamento per servizi di collegamento a Internet, si prende in comodato d’uso un modem, poi si decide di recedere dal contratto e, quindi, di restituire il modem…Per quale ragione il cliente dovrebbe continuare a pagare le rate residue?

Conclusioni

Questo è un grande passo verso la liberalizzazione sull’utilizzo dei device necessari alla navigazione in Internet, che fino ad ora è stato un vero e proprio monopolio in mano agli operatori telefonici. Resta da capire come si comporteranno i gestori dei servizi internet che, lo sappiamo, disattendono spesso le regolamentazioni e le direttive in essere, preferendo addirittura pagare multe salatissime…

Vedremo, e vi terremo aggiornati. Stay tuned…