Requisiti e come fare domanda per l’assegnazione delle case popolari

Il criterio di casa popolare, o di edilizia residenziale popolare, come è anche denominato, fu diffuso a partire dal 1903, quando in Italia fu nacque l’Istituto Autonomo Case Popolari, più conosciuto con l’acronimo IACP.

Si realizzò così una vera riforma nel settore dell’edilizia residenziale, dedicata ai nuclei familiari meno abbienti con lo scopo di sostenere e promuovere il diritto alla casa.

Prezzi calmierati, assegnazioni a fronte della constatazione certificata di uno stato di indigenza, fecero la differenza tra chi, fino a quel momento, poteva permettersi una vita dignitosa e chi no.

Storia dell’IACP

Poter contare su un tetto sulla testa e dei servizi fondamentali come l’acqua per potersi lavare, o dei servizi igienici, sono riconosciuti a livello planetario come la base dei diritti dell’uomo.

La riforma fu varata grazie all’emanazione della Legge 254/1903 per volontà e col sostegno del deputato Luigi Luzzatti. L’organizzazione dell’ente presupponeva una distribuzione capillare di organismi utili alla messa in atto di questa riforma, e furono create realtà locali a sostegno di quest’impresa. Gli immobili, ovviamente, restavano di proprietà dello Stato che li concedeva in affitto a canoni davvero minimi.

Per poter edificare nuove abitazioni di tipo popolare fu necessario attivare collaborazioni con istituti bancari a sfondo sociale, come le banche cooperative, che iniziarono a finanziare i primi progetti di edilizia popolare.

Tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale fu dato un maggior impulso alla costruzione di nuovi caseggiati di edilizia popolare, e furono agevolati gli enti nazionali che parteciparono all’impresa, come l’Unione Edilizia Nazionale.

Dagli anni ’50 in poi, diverse riforme sono intervenute a modificare la normativa originaria, trasformando – tra le altre cose – gli istituti autonomi case popolari in enti pubblici non economici.

Nei paragrafi successivi affrontiamo il tema della case popolari per approfondirne ogni aspetto: che cos’è una casa popolare e come si fa richiesta per entrare in graduatoria? Quali documenti si devono presentare e a chi? Quali sono i requisiti di base e quelli preferenziali necessari? Quali sono i doveri che gli assegnatari devono rispettare? A queste e ad altre domande troverai risposte proseguendo la lettura di questo approfondimento.

Cosa si intende col termine “casa popolare”

Con il termine case popolari, anche denominate Edilizia Residenziale Pubblica, il cui acronimo è E.P.R., si indicano gli stabili che sono di esclusiva proprietà del Comune, che ha però facoltà di concedere gli appartamenti in affitto alle persone o ai nuclei familiari che si trovano in condizioni economiche disagiate.

L’affitto mensile, o anche con versamento periodico, è di cifre considerevolmente più basse rispetto ai prezzi correnti del mercato immobiliare.

Come avviene l’assegnazione delle case popolari

Attraverso un bando pubblico, a cui possono partecipare i cittadini in possesso di determinati requisiti, si comunica alla cittadinanza la disponibilità di un certo numero di case popolari.

Il bando ha una scadenza, e non appena viene chiuso per decorrenza dei termini, viene stilata la cosiddetta graduatoria che contiene la lista dei nominativi delle persone che hanno presentato la domanda.

Come ogni graduatoria, viene quindi assegnato al nucleo familiare, o alla singola persona, un punteggio calcolato sulla base dei requisiti di cui si è in possesso, che determinerà il posto in classifica di graduatoria. Il bando viene emanato ogni 4 anni.

ATTENZIONE: con il termine nucleo familiare, si intende una famiglia composta da due coniugi e gli eventuali figli, oppure da un solo genitore con figli, o ancora, due persone che convivono in coppia pur non essendo legate dal vincolo di matrimonio. In quest’ultimo caso di parla, giuridicamente, di convivenza more uxorio.

Requisiti generali per partecipare al bando per le case popolari

Entriamo ora nel vivo della questione, elencando le persone che possono presentare domanda di accesso a una casa popolare. Essi sono:

  • genitori single con figli a carico
  • persone disabili
  • cittadini senza fissa dimora
  • giovani coppie under 35

ATTENZIONE: quelli sopra elencati sono i requisiti generali, a cui devono essere abbinati necessariamente i requisiti di base che sono elencati nel paragrafo successivo. In ogni caso i Comuni hanno facoltà di deliberare diversamente anche in merito ai requisiti generali e di base.

Requisiti di base

Oltre ai requisiti generali, che come già accennato possono variare in base al Comune di residenza, esistono i requisiti di base. Ecco quali sono:

  • il reddito annuo complessivo della persona che presenta l’istanza non deve mediamente superare i 25.000 euro annui, ma questo dato è suscettibile di variazioni;
  • svolgere attività lavorativa dipendente o autonoma;
  • la persona che presenta la domanda deve avere la cittadinanza italiana oppure europea, ma sono ammesse domande da parte di persone provenienti da altri paesi a patto che siano in possesso di un regolare permesso di soggiorno e di lungo periodo o biennale, e che svolga regolare attività lavorativa, anche se di tipo autonomo;
  • il richiedente deve avere la residenza anagrafica nello stesso comune in cui fa la richiesta di accesso alla casa popolare;
  • i richiedenti non possono avere diritti di proprietà, usufrutto o uso di abitazioni in altre case popolari e non devono essere assegnatari di altri alloggi di edilizia popolare;
  • chi presenta la domanda non deve essere occupante abusivo di un alloggio;
  • non vengono accettate richieste da parte di chi è proprietario di uno o più immobili.

I requisiti preferenziali

Poiché, come già spiegato in precedenza, quando si presenta la domanda di accesso a una casa popolare si entra a far parte di una graduatoria, e considerando il fatto che questi alloggi sono poi assegnati in base al punteggio che il richiedente ottiene, esistono particolari condizioni che, più di altri requisiti, possono dare maggiori possibilità di assegnazione.

Ecco di seguito la lista dei requisiti che danno un punteggio maggiore in graduatoria:

  • persone che alloggiano presso i dormitori e i centri di raccolta, o in ricoveri provvisori o ancora, in condizione di sovraffollamento;
  • le persone invalide con uno stato di invalidità civile riconosciuta dal 66% in su e che siano assistite da almeno sei mesi dai servizi sociali;
  • persone divorziate o separate;
  • le vedove con figli a carico e assistiti dai servizi sociali da almeno sei mesi;
  • le madri nubili;
  • single con almeno un figlio a carico;
  • nuclei familiari al cui interno vi sia uno o più membri riconosciuti invalidi civili con percentuale superiore al 66%;
  • famiglie con minori riconosciuti invalidi con necessità di assistenza continua o non in grado di camminare autonomamente;
  • nuclei familiari con figli a carico e con reddito inferiore a un tetto minimo stabilito dal comune;
  • famiglie assistite dai servizi sociali con disagio nella collocazione abitativa;
  • nuclei familiari che stanno pagando un affitto mensile che incida – sul reddito disponibile – di un terzo;
  • le famiglie che abitano in alloggi che non sono forniti dei servizi igienici;
  • coppie di età inferiore ai 35 anni e che si sono formate da non più di tre anni;
  • nuclei familiari che coabitano con altri nuclei familiari;
  • persone che hanno un reddito la cui somma non supera la pensione minima erogata dall’INPS;
  • nuclei familiari o persone che non hanno un alloggio in quanto hanno subito uno sfratto;
  • over 65;
  • persone affette da patologie che le rendono inabili al lavoro.

ATTENZIONE: questi requisiti devono essere certificati da adeguata documentazione. Per ciò che concerne i requisiti reddituali, essi sono calcolati anche in base al numero dei componenti del nucleo familiare.

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Come si presenta la domanda

Alcuni cittadini pensano che l’assegnazione delle case popolari avvenga automaticamente quando lo stato di disagio economico sia palese. Non è affatto così.

È necessario presentare una regolare domanda al Comune, alla Provincia o alla Regione di residenza. Per presentare l’istanza è necessario però attendere la pubblicazione del bando di assegnazione, e per avere questa informazione ci si può rivolgere agli uffici comunali.

La domanda può essere  inoltrata scegliendo una tra le seguenti opzioni:

  • online sul sito del Comune di residenza
  • rivolgendosi a un patronato
  • recandosi presso l’apposito sportello presente presso il Comune di residenza

I documenti necessari

Se si è deciso di presentare domanda per accedere alla graduatoria delle case popolari del Comune di residenza, e se è stato pubblicato il bando, per prima cosa è necessario procurarsi il modulo prestampato che si può scaricare anche direttamente online dal sito del Comune di appartenenza.

Inoltre, è necessario allegare la copia dei seguenti documenti:

  • documento d’identità in corso di validità;
  • copia dell’ISEE – l’Indicatore della Situazione Economica – oppure dell’ISEE-erp, che è l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente;
  • copia del certificato che attesta la condizione e la percentuale di invalidità assegnata nei casi in cui il richiedente sia invalido o che all’interno del nucleo familiare sia presente una o più persone invalide.

Punteggio in graduatoria: cosa succede se si arriva in parità?

È possibile, in alcuni casi, che si verifichi una parità di punteggio in graduatoria. Significa che più persone hanno raggiunto il medesimo punteggio in fase di verifica dei requisiti preferenziali.

Di fronte alle situazioni di questo genere, il Comune procede con un’ulteriore analisi dei requisiti in merito al reddito, al numero dei figli presenti nel nucleo familiare o della percentuale di invalidità certificata.

Chi presenta caratteristiche di maggiore difficoltà economica o di ordine sociale, otterrà un avanzamento nella graduatoria. Per controllare la graduatoria ci si può recare presso la sede del Comune di residenza, oppure sulla piattaforma web del Comune.

I doveri degli assegnatari di una casa popolare

Non solo diritti, ovviamente, ma anche qualche dovere da onorare. A chi viene assegnata una casa popolare, viene chiesto il regolare pagamento del canone di affitto e delle spese condominiali. Gli alloggi popolari non possono essere adibiti a scopi illeciti o immorali, e non possono essere modificati gli interni o gli impianti.

Se uno solo di questi criteri non viene rispettato, il Comune può procedere con lo sfratto.

Morte dell’assegnatario di una casa popolare

In caso di morte del legittimo assegnatario di un alloggio popolare, sono i parenti facenti parte dello stesso nucleo familiare a ereditare il diritto di assegnazione della stessa casa.

Emilia Urso Anfuso

Giornalista, scrittrice e conduttrice radiofonica.
Scrive per Libero - edizione in edicola - di politica, economia e attualità.
Collabora con altre testate di informazione nei settori della macro economia e del fisco.
Scrive per consumatori.blog, assistenza-clienti.it e lavoratori.blog.
Fondatrice e direttore responsabile, dal 2006, della testata giornalistica di informazione online: www.gliscomunicati.it
Sociologa.
Esperta di comunicazione.
Scrittrice: i suoi libri sono in vendita su Amazon.
Docente per corsi di formazione di:
- giornalismo
- public speaking
- web journalism
- scrittura creativa
- conduzione radiofonica

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