Non sono pochi i consumatori italiani che, da diverso tempo, scoprono con molto disappunto, addebiti non autorizzati effettuati sulla propria carta di credito.

Immediatamente si pensa alla clonazione della carta, evento che – purtroppo – è reso possibile dall’ingegno di organizzazioni di truffatori che sanno bene come fare azioni illegali di questo genere.

Dopo una verifica più attenta, però, ecco che si scopre che gli addebiti sono stati effettuati in favore di Facebook.

Se non si è mai acquistato uno dei servizi proposti online dal più grande social network attualmente esistente, la reazione non può che essere di stupore mista a rabbia. Come può essere accaduto? Chi ha fornito i dati della carta di credito e perché è possibile cadere in una situazione simile?

Cercheremo di spiegarlo in questo articolo: dopo aver verificato tutte le  informazioni attualmente a disposizione, ecco cosa è saltato fuori attraverso l’indagine realizzata.

Addebiti Facebook non autorizzati: occhio!

Diverso tempo fa, non è chiaro quando esattamente sia iniziato tutto questo, alcuni utenti di Facebook hanno scoperto un’amara sorpresa leggendo gli estratti conto della carta di credito: addebiti non autorizzati da parte di Facebook ads, il settore che si occupa di marketing e vendita dei servizi promozionali e dei giochi a pagamento.

Facebook vende anche altri tipi di servizi, come per esempio prodotti virtuali legati ai giochi: insomma, un vero marketplace virtuale.

Alt! Se però non si è mai acquistato uno di questi servizi, e quindi non si è impostato alcun metodo di pagamento, e se indagando in famiglia nessuno ha fatto mai nulla del genere – a volte si può dubitare di un bambino che possa aver fatto una marachella – la cosa non solo non quadra, ma la domanda che ci si pone è: “Come può essere stato possibile prelevare denaro attraverso la mia carta di credito se non ho mai fornito i dati a Facebook”?

Esistono anche casi di consumatori che non hanno mai aperto un profilo su Facebook, eppure cadono vittime di questi addebiti. Più avanti scoprirai come sia possibile che i truffatori possano accedere, senza farsene accorgere, ai dati delle carte di credito.

Vediamo di comprendere meglio, attraverso l’analisi realizzata sulle esperienze di diversi utenti che si sono ritrovati in questa situazione.

Addebiti fraudolenti: attenzione a pishing ed sms sospetti

Gli addebiti possono provenire da qualsiasi nazione, spesso dall’Oriente ma anche da nazioni occidentali. I truffatori riescono a ottenere i dati delle carte di credito in mille modi, in special modo attraverso azioni di pishing, ed è per tale motivo che continuiamo a consigliare di stare molto attenti quando si ricevono mail o sms sospetti, con richiesta dei dati bancari per “controlli” inesistenti.

Non ci stancheremo mai di ribadire una cosa: banche, istituti finanziari in genere, operatori di telefonia e altre aziende, enti nazionali come l’Agenzia delle Entrate o l’INPS, non chiedono mai i dati dei consumatori inviando una mail, e in considerazione del fatto che queste truffe avvengono con sempre maggior frequenza, periodicamente diffondono informazioni atte ad avvisare i cittadini di non tener mai conto di queste comunicazioni.

Per tale ragione, quando si riceve una mail o un sms di questo tipo, mai e poi mai aprire i link che contengono per inviare i dati richiesti: è come cedere ai ladri le chiavi di casa propria.

Facebook non ha alcuna responsabilità

Facebook non ha alcuna responsabilità su questo tipo di azioni fraudolente ma è al corrente della situazione, tanto che se si prova a contattare l’assistenza attraverso la piattaforma online, e si spiega l’accaduto, una volta compiute le opportune verifiche si torna in possesso del denaro, tranne – attenzione! – che di qualche euro che vengono trattenuti come “commissioni sulle transazioni”.

Quest’ultimo punto non è stato chiarito: per quale motivo, oltre ad aver subito gli addebiti, il consumatore dovrebbe pure pagare per le transazioni avvenute illegalmente sulla sua carta di credito? Il sistema bancario evidentemente non pone troppa attenzione ai diritti di chi viene frodato

A parte questa considerazione, in alcuni casi le somme sottratte sono di entità elevata, visto che si parla di importi variabili dalle poche decine di euro a qualche migliaio. Non è un problema di poco conto, quindi.

In alcuni casi, invece, il tentativo di frode non va a buon fine a causa dei limiti di plafond sulla carta di credito. Se, per esempio, la linea di credito della carta è limitata a 1.500 euro, i truffatori non potranno eseguire transazioni superiori a questa cifra.

Altri consumatori scoprono in ritardo che le transazioni avvenute sono più di una, e così gli importi si sommano: operazioni da 100 euro e oltre, che unite formano un vero tesoretto.

Che tipo di acquisti fanno, facendoli passare per operazioni compiute su Facebook? Quelle che si possono fare sul social network, dai servizi di pubblicità e promozione ai giochi online a tutto ciò che il marketplace propone in vendita agli utenti.

Cosa fare se si è vittima di una frode di questo tipo

Passiamo però alla parte importante: come si segnala un addebito fraudolento, e a chi? Inoltre: quali sono le prime azioni da compiere non appena si scopre di esser stati truffati?

Innanzitutto è necessario contattare l’istituto finanziario che ha emesso la carta di credito per bloccarne l’operatività, segnalando al contempo quanto accaduto. Il secondo passo che consigliamo, è quello di procedere comunque a una formale denuncia presso le autorità competenti: le forze dell’ordine.

Dopodiché, bisogna contattare Facebook accedendo al modulo di segnalazione addebiti non autorizzati. Seguire man mano le istruzioni che appaiono nelle vari pagine quando si procede, e definire la situazione dando tutte le informazioni richieste.

Entro breve tempo il centro di assistenza ricontatterà l’utente per chiedere maggiori chiarimenti, e nel caso si confermino le transazioni finanziarie truffaldine, il denaro sarà restituito sulla carta di credito.

Conclusioni

Hai subito una frode di questo tipo e vuoi raccontarci la tua esperienza? Scrivici, utilizzando il modulo Storie di consumatori.

Se sarà di interesse generale la pubblicheremo sul nostro sito per dare modo ad altri consumatori di comprendere meglio questa situazione.