Negli ultimi anni, in Italia, tra i temi che infiammano il dibattito politico, e che dividono l’opinione pubblica, vi è quella della cittadinanza italiana. Il dibattito nasce a causa delle criticità legate a politiche sui flussi migratori che, in molti casi, non sono esattamente coerenti con le necessità di chi arriva e della popolazione nazionale, e che – in molti casi – lasciano perplesse molte persone

L’Italia è un paese di navigatori e di migranti, e questa tendenza migratoria anche oggi è confermata dai dati: ogni anno, circa 250.000 persone scelgono di lasciare il paese natio per trasferirsi all’estero, in cerca di nuove e migliori opportunità lavorative.

Di contro, approdano sul nostro territorio migliaia di persone, e molte altre vi risiedono ormai da anni, avendo trovato nella nostra terra un luogo in cui lavorare e vivere.

Nonostante questo, certi non riescono a ottenere la cittadinanza italiana, addirittura pur essendo nati nel nostro paese. Insomma, un vero caos, che andrebbe attentamente riconsiderato dal mondo della politica per risolvere una questione molto delicata.

Recentemente peraltro, con il Decreto Sicurezza varato nell’Ottobre 2018 – DL 113/2018 – sono cambiate alcune cose che non facilitano la vita degli stranieri che desiderano ottenere la cittadinanza italiana. Si tratta delle tempistiche legate alla richiesta di ottenimento dell’agognata cittadinanza, per lo più.

Se hai interesse su queste tematiche, di seguito troverai un approfondimento sul tema e l’iter da seguire per presentare la domanda.

Cittadinanza italiana: come si acquisisce

La cittadinanza è uno status dell’ordinamento giuridico italiano attraverso il quale si riconoscono ai cittadini i diritti civili e politici.

Le modalità attraverso le quali si acquisisce lo status di cittadino italiano sono diverse:

  • Acquisizione automatica: quando il nascituro discende direttamente da almeno un genitore in possesso di cittadinanza italiana. In tal caso il termine giuridico è ius sanguinis
  • Per nascita sul territorio nazionale: se un bambino nasce in Italia da genitori stranieri può chiedere la cittadinanza italiana solo dopo aver compiuto i 18 anni, a patto che abbia legalmente, e ininterrottamente, risieduto in Italia
  • Per adozione: se un minorenne straniero viene adottato da un cittadino italiano acquisisce lo status di cittadinanza italiana

Fin qui, abbiamo visto i tre casi di acquisizione naturale della cittadinanza italiana, riferiti ai nuovi nati. Esiste anche la possibilità di farne richiesta da adulti, e in tal caso questo è reso possibile in determinate situazioni:

  • Matrimonio
  • Residenza

La domanda di acquisizione della cittadinanza italiana per matrimonio è prevista dall’art. 5 della Legge 91/1992 che regola le normative relative a questa situazione. Dopo aver contratto matrimonio il coniuge straniero potrà chiedere la cittadinanza, a patto che:

  • Risieda da almeno 2 anni sul territorio nazionale
  • Risieda da almeno 3 anni in Italia dalla data del matrimonio e anche se residente all’estero a patto che, al momento della domanda, non vi sia in atto una richiesta si separazione, divorzio o scioglimento del vincolo matrimoniale

Nel caso di richiesta di cittadinanza italiana per residenza, ecco la lista di coloro che possono presentare la domanda:

  • Cittadino straniero nato in Italia e che sia residente legalmente da almeno 3 anni
  • Cittadino straniero figlio o nipote in linea retta di cittadini italiani per nascita, e che sia legalmente residente in Italia da almeno 3 anni
  • Cittadino straniero maggiorenne che sia stato adottato da un cittadino italiano che a sua volta sia residente legalmente in Italia da almeno 5 anni successivi all’adozione
  • Cittadino straniero che ha prestato servizio alle dipendenze dello Stato Italiano, anche all’estero e per almeno 5 anni. In tal caso la domanda va presentata alla competente Autorità Consolare
  • Cittadino U.E. residente legalmente in Italia da almeno 4 anni.
  • Cittadino apolide o rifugiato residente in Italia legalmente da almeno 5 anni
  • Cittadino extracomunitario residente in Italia da almeno 10 anni, ovviamente legalmente

ATTENZIONE: anche se si rientra in una delle fattispecie elencate, è necessario poter dimostrare di avere un reddito personale o familiare, relativo al triennio precedente alla domanda, secondo i limiti sotto riportati:

  • Stranieri senza persone a carico: 8.263,31 euro
  • Stranieri con coniuge a carico: 11.362,05 euro che possono essere aumentati di 516,00 per ogni altra persona a carico
Italia

Come si presenta la domanda di cittadinanza italiana

Dal 18 giugno del 2015 la domanda può essere presentata esclusivamente online tramite la piattaforma web del Ministero dell’Interno.

Ecco la procedura da seguire:

ATTENZIONE: i documenti da inserire sono:

  • Documento di riconoscimento
  • Atto di nascita
  • Certificato penale
  • Certificazione attestante la buona conoscenza della lingua italiana
  • Ricevuta del pagamento del contributo di euro 250,00 previsto dal Decreto Sicurezza
  • Gli estremi della marca da bollo telematica

Il numero di pratica sarà utile al richiedente per controllare lo stato di accettazione della domanda, l’avvio del procedimento, la data di convocazione presso la Prefettura, eventuali irregolarità nei documenti allegati alla richiesta. Nel caso vi siano aggiornamenti, il richiedente riceve una mail con l’invito alla consultazione dello stato della richiesta.

ATTENZIONE: in alcuni casi lo straniero richiedente può essere convocato presso gli sportelli della Prefettura per verificare l’autenticità dei documenti inseriti in fase di richiesta.

passaporto italiano

Punto di ascolto del Ministero dell’Interno

Al fine di semplificare i contatti tra richiedenti e Ministero dell’Interno, il Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione ha attivato il cosiddetto “Punto di ascolto” col fine di fornire ogni informazione sul tema della richiesta di cittadinanza italiana.

È possibile telefonare al numero 06 46539591 nei giorni Lunedì, Mercoledì e Venerdì dalle ore 09:00 alle ore 11:00. In alternativa, si può inviare la propria richiesta di informazioni sulla pratica avviata a una delle seguenti caselle di posta elettronica certificata:

  • area3citt@pecdlci.interno.it se il n° di protocollo della pratica ha uno tra i finali 0,1,2
  • area3biscitt@pecdlci.interno.it se il n° di protocollo della pratica ha uno tra i finali 3,4,5,6
  • area3tercitt@pecdlci.interno.it se il n° di protocollo della pratica ha uno tra i finali 7,8,9