Iniziamo col chiarire cosa sia una Class Action, dal momento che molti consumatori ne ignorano l’esistenza. È un’azione legale collettiva, che si può portare avanti nei casi in cui si ritiene di aver subito un torto o di non aver ottenuto quanto dovuto da un ente, un’azienda, un’istituzione.

Ultimamente fa molto discutere la Class Action avviata su proposta dell’associazione a sostegno dei diritti dei consumatori Altroconsumo, stavolta contro il più famoso e diffuso social network: Facebook.

class action altroconsumo

Di cosa si tratta? Quali sono i motivi che hanno spinto a proporre un’azione del genere? Scopriamo insieme questa vicenda.

Altroconsumo e la Class Action contro Facebook

Per quale motivo si può arrivare a citare Facebook con una richiesta di risarcimento economico? La motivazione è semplice ma grave. In pratica si tratta di questo: la rilevazione di ogni dato e azione che chi ha un profilo sul social network compie quotidianamente.

Se, per esempio, io metto un “like” a un post, Facebook è in grado di rilevare l’azione, registrarla. “Per farne cosa”? ti starai domandando…

Qui inizia una storia abbastanza intersecata, in quanto questo tipo di informazioni preziosissime valgono oro quanto pesano, perché attraverso i dati e le singole azioni degli utenti, si possono profilare in maniera assoluta le tendenze di acquisto, le idee politiche, e tutto ciò che fa parte della vita dei consumatori.

Lo scandalo Facebook-Cambridge Analytica

Nel 2018, più precisamente il 22 Marzo, esplose lo scandalo denominato Facebook-Cambridge Analytica. Si tratta di una questione relativa alle cosiddette pratiche commerciali scorrette, per cui Mark Zuckerberg, proprietario di Facebook, fu chiamato a rispondere di fronte al consiglio di Stato USA.

Cambridge Analytica è una grande azienda statunitense, fondata nel 2013 dal miliardario Robert Mercer, che si occupa di consulenza e di marketing online.

Durante l’inchiesta si è anche scoperto che l’impresa aveva contatti con i più stretti collaboratori del presidente USA Donald Trump, in special modo durante la campagna elettorale USA che ne decretò la vittoria.

Cosa c’entra Cambridge Analityca con tutta la questione? Tra i servizi di cui si occupa c’è proprio la raccolta di informazioni e dati di cui parlavo prima: ogni singolo “like” pubblicato dagli utenti, ma anche il tipo di post e i gruppi o i profili su cui essi vengono condivisi, vengono raccolti, analizzati e utilizzati per essere rivenduti alle aziende, che ottengono in cambio un database prezioso perché contiene i gusti, le tendenze, le aspettative, le idee politiche e una miriade di altre informazioni sui consumatori che, rielaborate da speciali algoritmi, creano per ogni singolo utente un “profilo” preciso.

Si chiama Microtargeting personalizzato, e serve per esempio a creare pubblicità mirate al singolo utente. La nostra esistenza è praticamente in mano a chi detiene potere sul consumismo.

L’azione di Altroconsumo: come aderire

Tutto ciò chiarisce la gravità di questo fatto, e il motivo per cui Altroconsumo si è attivata per chiedere un risarcimento economico, pari a 285,00 euro per utente e per ogni anno di iscrizione a Facebook.

La cosa stupefacente è che da parte di Facebook c’è piena ammissione di quanto accade, e hanno anche presentato in Italia un ricorso al TAR – Tribunale Amministrativo Regionale – che però non è stato accolto in quanto i giudici vogliono comprendere meglio la situazione. A questo punto, i giochi sono ancora aperti e l’azione contro Facebook può avere possibilità di riuscire.

Se questa vicenda ti ha colpito e vuoi aderire alla Class Action devi collegarti alla pagina Aderisci alla Class Action di Altroconsumo contro Facebbok, inserire il tuo contatto telefonico nell’apposita casella, e attendere di essere ricontattato.

ATTENZIONE: nel momento in cui scrivo questo articolo, le persone che hanno aderito sono oltre 108.000.