Quello della telefonia è un settore miliardario. Solo per ciò che riguarda la telefonia mobile, in Italia 28 milioni di utenti si collegano ai social attraverso il proprio Smartphone: facile quindi comprendere il volume di affari.

I gestori telefonici, lo sappiamo tutti, la fanno però da padrone: tutti sappiamo come prendano le cosiddette “decisioni unilaterali”, cambiando di frequente le condizioni tariffarie delle nostre linee telefoniche, in particolare quelle mobili.

Questa pratica autoritaria è stata più volte sancita dall’AGCOM – Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni – con multe milionarie, ma i proventi dei gestori telefonici sono tali da non incutere loro alcun tipo di timore, tanto che continuano in maniera indiscriminata a modificare le condizioni tariffarie agli utenti.

Una delle cosiddette “decisioni unilaterali” che, in ordine di tempo, ha fatto arrabbiare molto la clientela di telefonia mobile, è quella relativa al periodo di fatturazione delle bollette: d’improvviso, e in maniera unilaterale, le compagnie telefoniche hanno deciso che, invece di pagare ogni mese a seconda del numero dei giorni mensili, avremmo pagato ogni 28 giorni per le utenze mobili e probabilmente, anche per quelle fisse.

Questo abbattimento del numero di giorni per la fatturazione, rende alle compagnie telefoniche un mucchio di denaro, basti pensare che si parla di un aumento tariffario pari all’8,7% su base mensile, il che significa pagare una mensilità in più ogni anno.

Insomma, si paga sempre di più.

Anche SKY si è adeguata alle bollette a 28 giorni

Sulla linea dei gestori telefonici, anche SKY si è adeguata alla fatturazione ogni 28 giorni invece che calcolare i costi a seconda del numero dei giorni di ogni singolo mese. Lo scorso Luglio infatti, la piattaforma di servizi televisivi a pagamento, ha annunciato che, dal prossimo Ottobre, i clienti pagheranno i servizi ogni 28 giorni.

La motivazione addotta, sia dai gestori telefonici che da SKY? “Garantire un servizio completo e innovativo alla clientela”. Sarà, ma la clientela non è affatto contenta…

AGCOM: no alla tariffazione a 28 giorni per la telefonia mobile

Dopo aver più volte redarguito gli operatori telefonici relativamente la nuova pratica che ha reso possibile la fatturazione a 28 giorni sia per le tariffe telefoniche mobili che per le Pay TV, AGCOM lo scorso Marzo aveva diramato una delibera che precisava come, sia per ciò che riguarda la telefonia fissa che quella mobile, i gestori telefonici non possano abbassare il periodo di fatturazione a 28 giorni.

AGCOM di fatto ha sollevato il problema della mancata trasparenza aziendale ma anche, l’impossibilità – da parte degli utenti – di poter verificare con certezza quanto spende ogni mese per il servizio telefonico.

AssoTelecomunicazioni-Asstel contro la delibera dell’AGCOM

Immediata la replica di AssoTelecomunicazioni-Asstel, l’associazione che rappresenta tutte le imprese del settore telecomunicazioni. In una nota, ecco cosa ha dichiarato: “Agcom non ha il potere di disciplinare il contenuto dei rapporti contrattuali tra operatori telefonici e clienti” e ha ricordato che “ di recente il Tar del Lazio era intervenuto ribadendo la piena legittimità da parte degli operatori di introdurre modifiche unilaterali al contratto”.

Insomma: la battaglia è ai massimi livelli, i volumi economici enormi. Ma ai diritti degli utenti, chi pensa?

La politica in aiuto dei cittadini utenti telefonici

Considerando come la fatturazione telefonica mobile a 28 giorni incida sull’economia dei cittadini, e valutando l’assoluta mancanza di volontà da parte degli operatori telefonici di mettere in atto quanto ribadito da AGCOM, ecco arrivare il mondo della politica, più precisamente del Partito Democratico, che – attraverso una proposta della deputata PD Alessia Morani – pur di impedire la fatturazione a 28 giorni, ha pensato a due distinte soluzioni.

La prima: far si che la fatturazione sia su base settimanale, per consentire agli utenti un maggior controllo della spesa telefonica.

La seconda: varare una legge che obblighi i gestori telefonici alla fatturazione su base mensile.

Conclusioni

Insomma: forse ad alcuni clienti di telefonia mobile, non era passato per la mente che quella “decisione unilaterale” degli operatori telefonici di fatturare ogni 28 giorni, avrebbe fatto guadagnar loro un mucchio di soldi, e nemmeno che si sarebbe scatenata una bagarre come quella in atto.

Per una volta però, sembra esserci attenzione reale ai diritti dei cittadini, e non è cosa da poco.

Ora, dovremo solo attendere l’esito della querelle, sperando che – o per legge o per altre vie – si possa tornare a condizioni tariffarie telefoniche trasparenti e oneste.