Una tra le azioni che, con più frequenza, viene effettuata al giorno d’oggi dalla clientela delle aziende di telecomunicazioni, è quella di scindere il contratto di abbonamento – per passare a un altro operatore telefonico o per modificare l’abbonamento con lo stesso – e dover restituire gli strumenti necessari a collegarsi al web.

Tra questi strumenti ne esiste uno, imprescindibile: il modem. Esiste un’annosa questione su questo tema, relativa al fatto che gli operatori del settore impongono ai clienti l’utilizzo di congegni forniti dalle aziende, e non lasciano quindi la libertà individuale di scegliere quale acquistare autonomamente.

Il problema è di livello talmente grave che si è persino costituito un comitato denominato Modem Libero – di cui parlammo in questa intervista che realizzai nel 2018 – con lo scopo di ottenere la liberalizzazione sull’uso e scelta dei modem.

Ancora oggi, però, nonostante siano stati fatti grossi passi in avanti, non esiste una vera normativa in vigore, motivo per cui se si desidera restare connessi al mondo del web, è ancora necessario sottomettersi a questo tipo di politica aziendale.

Se sei un cliente Tiscali, hai deciso di scindere il contratto o di modificare la tua offerta con questa azienda, saprai certamente che dovrai restituire il modem. L’importante, però, è sapere bene come fare, entro quali termini e come e a chi spedirlo.

Tutte queste cose le scoprirai leggendo di seguito.

Chi deve restituire il modem Tiscali

Iniziamo da un punto importante: chi sono i soggetti che devono necessariamente restituire il modem Tiscali, sia in caso di disdetta che di modifica del piano di abbonamento.

Ecco la lista:

  • Cittadini privati che decidono di dare disdetta
  • Aziende e professionisti a partita i.v.a. che fanno disdetta
  • Chiunque abbia deciso di passare da Tiscali a un altro operatore

Chiarita la platea delle persone interessate alla restituzione, passiamo alla parte pratica: come, e a chi, si deve restituire il modem Tiscali.

Modem in comodato d’uso: da restituire in caso di disdetta

Il caso più diffuso che obbliga il cliente alla restituzione del modem, è quando si è ricevuto in comodato d’uso. Significa che, pagando una quota frazionata in mensilità, o in un’unica soluzione, si è ottenuto l’uso del modem ma non la sua proprietà.

In tal caso, quindi, è assolutamente necessario procedere alla restituzione, per evitare di vedersi addebitare il costo intero del device.

Termini utili per la restituzione del modem

Entro 60 giorni dalla conferma di disdetta dell’abbonamento, dovrai procedere alla restituzione del modem, altrimenti Tiscali calcolerà un addebito sull’ultima bolletta che riceverai, che va da 20 euro nel caso in cui hai utilizzato il modem due anni, a salire fino a 60 euro se hai tenuto il device per almeno un anno.

Tiscali: a chi restituire il modem

A questo punto, non ti resta che procedere alla restituzione. Meglio sarebbe aver conservato la scatola originale, ma nel caso l’avessi persa o gettata, potrai imballare il tutto in una scatola anonima.

Dentro la scatola, è meglio inserire una copia della disdetta o della modifica del piano tariffario e anche un foglio su cui andranno scritti tutti i dati di chi ha disdetto l’abbonamento.

Ecco l’indirizzo completo: TISCALI S.p.A. – presso filiale magazzino SDA – Via Betti snc – Località Casic Est – 09030 Elams (CA).

I costi della spedizione sono a carico del mittente. Si può inviare tramite pacco postale oppure tramite corriere.

ATTENZIONE: dopo aver consegnato il pacco per la spedizione, è bene conservare la ricevuta ed è ancora meglio inviarne una copia a Tiscali tramite fax a questo numero 800 910028.