Se c’è una cosa che può far imbestialire i consumatori è la cosiddetta modifica unilaterale del contratto. E’ un tema sempre più spesso legato ai contratti che si stipulano con gli operatori telefonici che decidono, unilateralmente, di modificare le condizioni contrattuali che erano state concordate col cliente.

Queste modifiche, peraltro, sono comunicate con un semplice sms che dichiara il contenuto della modifica – generalmente un aumento della tariffa – e da al cliente solo due scelte: accettare o cambiare gestore telefonico.

Non è una bella cosa e l’AGCOM più volte si è espressa contro questa pessima abitudine, che fa si che le aziende abbiano sempre ragione a danno dei consumatori.

Molti lettori ci chiedono se si può fare qualcosa per difendersi da questi atteggiamenti autoritari, che non danno alcun diritto di replica se non quella di accettare in silenzio o di dover affrontare il passaggio a un operatore telefonico diverso.

È bene però sapere che le modifiche unilaterali sono legali, a patto però che vengano realizzate seguendo alcuni principi.

Vediamo quindi cosa dice la normativa in vigore, e se ci sono metodi da attuare per contrastare questa odiosa tendenza.

Modifica unilaterale: come deve essere comunicata

Chiarito il fatto che le modifiche unilaterali sono legalmente ammissibili, ciò che si deve sapere è come possono essere effettuate per far si che l’operatore telefonico possa imporle.

Non basta, infatti, il mero invio di un sms che avvisa il consumatore della modifica: il testo del messaggio, ma anche la tempistica, deve seguire alcune regole. Eccole di seguito:

  • Il messaggio deve essere inviato al cliente 60 giorni prima dell’attuazione della modifica
  • Nel testo del messaggio deve essere spiegato chiaramente il motivo della modifica. Non basta quindi che ci sia scritto “A causa di politiche aziendali che impongono…” o cose di questo genere. Il gestore telefonico ha l’obbligo di spiegare a dovere il motivo della decisione che ha portato alla modifica unilaterale

Chiariti questi due punti fondamentali, passiamo ora al quesito più importante a cui rispondere: come può difendersi un consumatore di fronte a questo tipo di imposizione?

Cosa può fare un consumatore contro la modifica unilaterale

Dopo aver ricevuto questo tipo di comunicazione e dopo aver constatato se la tempistica è stata rispettata e se il testo contiene tutte le informazioni dovute al cliente in maniera esaustiva, il consumatore può effettivamente fare qualcosa? Si, ecco cosa:

  • Accettare la modifica
  • Rifiutare la modifica

Nel primo caso, non si dovrà far nulla: la tariffa aumenterà così come decido dall’operatore telefonico.

Nel caso in cui non si intenda accettare la modifica, si dovrà comunicare la propria decisione entro 30 giorni dalla ricezione della modifica contrattuale unilaterale.

A questo punto, si può o chiedere al proprio operatore di aderire a un’offerta diversa, e magari più vantaggiosa di quella precedente, oppure di passare a un operatore diverso.

ATTENZIONE: se si decide di passare a un altro operatore, la vecchia compagnia telefonica in nessun caso dovrà chiedere costi di recesso. Solo nel caso in cui il consumatore decida spontaneamente di passare a un diverso operatore telefonico allora potrebbe essere applicabile la richiesta del pagamento di un costo di disattivazione anticipata del servizio telefonico.

Altra cosa molto importante: sempre nel caso in cui si decida di recedere dal contratto e portare il proprio numero ad altro operatore, ma si era acquistato uno Smartphone, un Tablet o un altro congegno, scegliendo la modalità di pagamento rateale, queste rate dovranno essere pagate, anche in un’unica soluzione.

Conclusioni

Cosa ne pensi del fatto che gli operatori telefonici possano modificare unilateralmente i termini economici del contratto? Ti è capitato? Cos’hai scelto di fare? Raccontalo ai nostri lettori, utilizzando il modulo Storie di consumatori. Pubblichiamo sempre le storie più interessanti!