<p><strong>Cartelle esattoriali</strong>: al solo nominarle, tutti, ma proprio tutti, rischiamo di entrare in agitazione. E questa reazione ha un fondamento: purtroppo infatti, nel nostro paese, in special modo dal momento in cui fu istituito l’<strong>Ente di riscossione Equitali</strong>a, era il 2006, e a causa delle tante normative che a questo ente ha sempre concesso <strong>poteri incredibili</strong>, giungendo ad esercitare – con estrema autorità – la <strong>riscossione delle cartelle</strong>, spesso enormemente gonfiate da imposte e i famosi “<em>Aggi</em>”, che sono la parte di guadagno dell’ente, per ovvie ragioni si è creato a livello nazionale, un moto di <strong>repulsione nei confronti di Equitalia</strong> che effettivamente spesso ha posto come priorità assoluta il recupero dei crediti, senza valutare le reali condizioni economiche del debitore.</p>
<p>E nulla è cambiato da quando, è notizia recente, l’ente di riscossione ha cambiato nome in <strong>Agenzia delle Entrate Riscossione</strong>, anche se non si tratta di un nuovo ente, bensì del trasferimento delle competenze che prima erano state date a Equitalia e ora sono ripassate nelle mani dell’<strong>Agenzia delle Entrate</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-640" src="https://consumatori.blog/wp-content/uploads/2017/08/agenzia-entrate-1024x335.png" alt="" width="750" height="245" /></p>
<h2>Cosa cambia con Agenzia delle Entrate Riscossione</h2>
<p>Non cambia nulla, perché <strong>se non vengono ripensate le normative</strong> relative alla riscossione dei tributi, il contribuente continuerà a dormire sonni agitati se sa di<strong> essere in debito con l’erario</strong>.</p>
<p>Ecco perché, nel marasma globale venutosi a creare negli anni, tra<em><strong> cartelle pazze</strong></em> – nome azzeccato dal momento che queste cartelle sembrano generate da un computer impazzito – comunicazioni poco chiare e azioni spesso al di fuori delle norme vigenti, il cittadino italiano si trova spesso nei guai, più per scarsissima conoscenza del tema, che per la situazione debitoria effettiva.</p>
<p>E allora, da oggi iniziamo a parlare di <strong>cartelle esattoriali</strong>. Iniziando con lo spiegare cosa sia la <strong>prescrizione</strong>, e quali sono<strong> i termini di prescrizione di una o più cartelle</strong>. Questo elemento, come leggerete di seguito, può fare la differenza tra un problema e un problema risolto.</p>
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<h2>Prescrizione di una cartella esattoriale: impariamo a capire i termini</h2>
<p>Il termine “<em>prescrizione</em>” ha un significato ben preciso: quando un ente di riscossione dei tributi invia la comunicazione al contribuente di ciò che deve essere recuperato, l’ente deve – entro termini ben precisi – predisporre tutte le <strong>azioni di recupero</strong>, ma nei tempi stabiliti dalla legge.</p>
<p>Se queste azioni di recupero slittano oltre tali termini, ecco che<strong> la cartella esattoriale si ritiene prescritta</strong>, il che significa che <strong>non ha più valore esecutivo</strong>: non deve essere pagata.</p>
<p>Semplificando al massimo:<strong> i termini di prescrizione di una cartella esattoriale</strong>, sono la data di scadenza della cartella. Conoscere questi termini quindi, è importante, al fine di valutare con precisione <strong>quali sono le cartelle da dover pagare</strong>, e quali, se prescritte, non dovranno più essere pagate.</p>
<p>Ovviamente, l’ente preposto alla riscossione, fa solitamente in modo che non si arrivi quasi mai alla prescrizione: se ad esempio una cartella andrà in prescrizione alla fine di questo mese, ma l’ente invierà entro la fine del mese un <strong>sollecito di pagamento</strong>, ecco che avvierà un nuovo periodo all’interno del quale potrà esigere il pagamento dal contribuente, e si ricomincia daccapo.</p>
<h2>Tutti i tempi di prescrizione a seconda del tipo di tributo</h2>
<p>Vediamo ora, a seconda della tipologia di debito che il contribuente ha contratto con l’Agenzia delle Entrate, i tempi per la prescrizione.</p>
<ul>
<li><strong>IRPEF</strong>: le cartelle si prescrivono dopo 10 anni</li>
<li><strong>I.V.A</strong>: 10 anni</li>
<li><strong>IRAP</strong>: 10 anni</li>
<li><strong>Imposta di registro e ipocatastale</strong>: 10 anni</li>
<li><strong>Canone RAI</strong>: 10 anni</li>
<li><strong>Diritti Camera di Commercio</strong>: 10 anni</li>
<li><strong>Multe stradali</strong>: 5 anni</li>
<li><strong>Tassa sui rifiuti</strong>: 5 anni</li>
<li><strong>ICI e TASI</strong>: 5 anni</li>
<li><strong>Imposta sugli spazi pubblici occupati</strong>: 5 anni</li>
<li><strong>Bollo auto</strong>: 3 anni</li>
<li><strong>Contributi INPS e INAIL</strong>: 3 anni</li>
</ul>
<h2>Come decifrare i termini di prescrizione sulla cartella esattoriale</h2>
<p>Sulle cartelle esattoriali, tra le tante sigle riportate, si legge anche la <strong>data di prima notifica della cartella</strong>. Se quindi, dalla <strong>prima notifica</strong> l’ente non ha più inviato comunicazioni atte al recupero, e sono scaduti i termini per il recupero, quel tributo è in <strong>prescrizione</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-638" src="https://consumatori.blog/wp-content/uploads/2017/08/coins-currency-investment-insurance-1024x683.jpg" alt="" width="750" height="500" /></p>
<h2>Cosa fare se una cartella è prescritta</h2>
<p>Secondo le normative vigenti, il contribuente che scopra di avere<strong> uno o più tributi in prescrizione</strong>, avrebbe<strong> diritto alla cancellazione</strong> dello stesso dagli archivi dell’ente di riscossione. Purtroppo però, le cronache lo insegnano, ciò non accade quasi mai, e anzi, l’ente continua a pretendere persino il <strong>pagamento dei contributi prescritti</strong>.</p>
<p>L’unica soluzione? <strong>Rivolgersi a uno studio legale</strong> e mettere nelle mani di un avvocato la risoluzione del problema. Magari, facendosi tutelare da uno studio legale legato a un&#8217;associazione a sostegno dei diritti dei contribuenti, che spesso – dietro al pagamento della sola<strong> quota associativa</strong> – concedono gratuitamente la consulenza legale.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Ti è stata utile questa guida? Hai domande inerenti la prescrizione delle cartelle esattoriali o vuoi raccontare la tua storia?<strong> Scrivimi nella casella dei commenti</strong>, leggerò personalmente la tua storia o la tua domanda, e ti risponderò.</p>

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